Di
Luca Daretti

Il design virale di Francesco Marri

Intervista ad un visual designer che sa come attrarre l’attenzione del pubblico.

 

Tendenzialmente in questo settore poco importa sapere dal tuo CV dove hai fatto le superiori o se ti piacciono i gattini. Difatti il modo migliore per avere commesse in questo campo è la creazione di un Portfolio che mostri i tuoi progetti, non necessariamente reali, perché un portfolio è fatto di idee, visioni estetiche, tecniche visive, persino rielaborazioni di lavori altrui. Un quadro generale sul nostro “Point of view”, la nostra creatività e le nostre skills.

Con i nuovi media, i modi per conquistare visibilità in questo oceano di concorrenza sono aumentati notevolmente, in quanto risulta molto più diretto e veloce farsi conoscere. Con questo non vogliamo dirti che un Portfolio non sia necessario, anzi, è fondamentale! Ma vogliamo allungare i tuoi orizzonti! Grazie ai nuovi canali di comunicazione, ci sono modi complementari ed efficientissimi per arrivare dove in precedenza era impossibile.

Facciamo un esempio:

Hai creato un bellissimo portfolio, creativo, dinamico ed efficace e lo mandi via email alle proposte di lavoro o proponendoti tu stesso a qualche azienda. Limitato no? (NDR. Io stesso se ricevo un allegato di 500Mb di immagini cestino la mail. Subito!)

In alternativa potresti, sempre con lo stesso fantastico portfolio, crearti un profilo su BeHance, Linkedin (si lo sappiamo che sei un creativo e le cose troppo serie le tralasci, ma sono fondamentali), Instagram per condividere gli artworks, Pinterest e Facebook. Praticamente stai moltiplicando all’ennesima potenza la possibilità che i tuoi lavori vengano visti da chi potrebbe essere interessato.

Sul portfolio e come farlo vincente ne parleremo in maniera approfondita piu avanti, con il supporto dei docenti di MARS Academy. Ma oggi vogliamo soffermarci e parlarti di chi, tramite tutto quello che abbiamo detto poco fa, è riuscito tramite Facebook in particolar modo, a fare delle sue passioni un successo oseremmo dire virale.

Alla giovane età di 22 anni, Francesco Marri, friulano, grazie alla sua pagina Facebook FM-Visual Designer ha coinvolto in maniera autentica ed originale una community importante ed interessata ai suoi lavori.

Francesco ha subito attirato l’attenzione di molti, ovviamente anche nostra, per la genialità applicata a popolari brand nazionali e non, in chiave ironica ed attuale.

Gli abbiamo fatto alcune domande per voi.

1. Ciao Francesco, prima di tutto noi di Mars ti facciamo i complimenti per il successo riscontrato sui social, in particolar modo Facebook. Com’è nata l’idea?

Vi ringrazio per i complimenti! E’ partito tutto un pomeriggio quando mostrando i miei lavori a delle compagne di università , quest’ultime mi hanno incoraggiato ad aprire una pagina Facebook dove avrei potuto condividere i miei lavoretti. Mi sono fidato del loro parere e l’ho fatto, ma non mi aspettavo altro se non i loro like.

2. Beh diciamo che sei andato ben oltre i likes delle amiche! Parliamo del tuo stile: ironico, sintetico e dall’ impatto potentissimo, così si nasce o si diventa?

Secondo me si nasce e lo si diventa. Inutile negare che bisogna avere talento, gusto e le giuste intuizioni al momento opportuno. Però è vero anche che bisogna dimostrarlo, in maniera più o meno costante. Ogni volta si mette un mattoncino in più e da quel momento bisogna costruire sempre un pò di più! Importantissimo restare sempre aggiornati e captare tutto ciò che possa essere utile per approfondire e migliorare il talento che da solo non basta.

3. Qual è stato il tuo percorso di studi? E quando hai deciso o compreso la tua strada professionale?

Ho frequentato il liceo Artistico, successivamente ho frequentato (finito da poco gli esami e prossimo alla laurea) in scienze della Educazione. E’ un percorso che non ha niente a che fare con il mondo artistico. Sono comunque soddisfatto, in quanto se non avessi mai intrapreso questa carriera universitaria non avrei mai conosciuto le mie compagne che mi hanno invogliato ad avviare questo progetto, quindi è stata un’ottima scelta! La pagina è attiva ha fatto un anno di attività  il 16 Dicembre.

4. Quando e in che modo ti frulla in testa il riutilizzo creativo di elementi di uso quotidiano tra i designers?

Spessissimo prima di addormentarmi, tutte le idee me le annoto e le sviluppo la mattina seguente, ogni tanto ovviamente capita anche mentre sto lavorando a qualche progetto, ma raramente.

5. Meglio lavorare su un rebranding o una start-up? E Perchè?

Penso che entrambe abbiano dei pro e contro. Per quanto riguarda il Rebranding si parte comunque da una base e anche se sei spesso vincolato da qualche elemento, puoi sempre trasformarlo come vuoi e proporre le tue idee. Partendo da zero ovviamente hai più libertà  che però non sempre è un punto positivo.

6. Quali sono secondo te, gli elementi comuni che contraddistinguono un brand di successo?

Sicuramente la comunicazione, penso che al giorno d’oggi conti davvero tantissimo. Poi ovviamente la qualità  del prodotto offerto, qualsiasi realtà  può comunicare bene quanto vuole ma se alla fine il prodotto è scadente rimane solo comunicazione. Il logo rimane ovviamente un elemento fondamentale per un brand, è la prima cosa che uno vede di un’attività. Non ci sono seconde possibilità per fare una buona prima impressione.

7. Quanto i social hanno plasmato il concetto di branding?

Sicuramente hanno influenzato molto, e più avanti andremo più influenzeranno!

8. Qual’è il canale privilegiato dalle proposte di lavoro che ti arrivano?

Al momento l’80% delle richieste arrivano tramite la pagina facebook, poi c’è il passaparola un evergreen intramontabile.

9. Parliamo di un argomento bollente, lol, il rapporto con il cliente. Come lo gestisci?

Con semplicità e chiarezza. Spesso abbiamo a che fare con persone che non hanno idea di che cosa voglia dire creare un brand e in cosa consista il nostro lavoro, dobbiamo avere pazienza e spiegare noi tutti i passi da fare. Personalmente punto molto sul rapporto diretto con il cliente, mi piace instaurare un rapporto di complicità e fiducia reciproca, penso sia la base per poter costruire qualcosa che funzioni.

10. Vignelli diceva che bisogna educare il cliente, altrimenti chiede quello che vuole lui e non quello di cui ha bisogno, tu cosa ne pensi?

Perfettamente d’accordo, come ho detto anche prima, siamo proprio noi a dover educare ed accompagnare i clienti nel mondo della grafica. Ovviamente bisogna venirsi incontro e certe volte assecondare più richieste del cliente. Ma i clienti migliori sono quelli che ripongono in te la fiducia e si lasciano completamente guidare.

Ringraziamo Francesco e ci auguriamo di continuare ad apprezzare i suoi capolavori.