Di
Luca Daretti

La Graphic Novel

Quando letteratura e disegno si incontrano in una storia.

 

Il romanzo grafico (o romanzo a fumetti, detto anche, con l’espressione inglese, “graphic novel“) è un genere narrativo del fumetto in cui le storie hanno la struttura del romanzo, quindi autoconclusive e con un intreccio sviluppato. È solitamente rivolto a un pubblico adulto anche se questo genere grafico-letterario, comincia a essere diffuso anche nelle letture dei più giovani.

In Italia il graphic novel è stato spesso catalogato come “fumetto d’autore”, in contrapposizione con il “fumetto popolare” (spesso identificato col “fumetto seriale”). Per farne un esempio immediato, si potrebbe pensare a Dylan Dog (Sergio Bonelli Editore).

Una tra le prime storie a fumetti ad autodefinirsi graphic novel fu Contratto con Dio, pubblicata da Will Eisner nel 1978; tale denominazione non è stata però scelta da Will Eisner, come molti possono credere. In realtà l’uso del termine graphic novel risulta attestato già dai primi anni ’60 in altre pubblicazioni.

La questione delle origini e della paternità di questo genere fumettistico, resta ancora molto dibattuta, anche se in questi ultimi anni si è riusciti a fare maggiore chiarezza sul problema. In ogni caso, dagli anni Sessanta una maggior ricerca allo strato narrativo e un maggior approfondimento sulla psicologia del personaggio hanno contribuito a rendere questo genere una vera e propria forma d’arte. La sua diffusione ha permesso una distribuzione capillare nelle fumetterie e nelle librerie, che hanno dedicato alla Graphic Novel sezioni apposite. Decisamente un passo in avanti rispetto al passato dove il fumetto era principalmente venduto nelle edicole.

Tra i primi romanzi grafici in Italia tanto da essere definiti Graphi Novel, possiamo pensare a Una ballata del mare salato di Hugo Pratt del 1967. E’ interessante citare un’intervista in cui l’autore, parlando di questo genere narrativo, si autodefinisce in questo modo: “autore di letteratura disegnata. I miei dialoghi non sono quelli tipici del fumetto, si potrebbero trovare anche in un romanzo, potrei essere un dialoghista, e quindi soprattutto uno scrittore che sostituisce le descrizioni, l’espressione dei volti, delle pose, dell’ambientazione, con dei disegni. Il mio disegno cerca di essere una scrittura. Disegno la mia scrittura e scrivo i miei disegni”.

Una seconda innovazione del linguaggio fumettistico si raggiunge verso la fine degli anni ’70, in particolare con riviste quali Cannibale (1977-1979), Frigidaire (nata nel 1980), ma anche con sistematiche pubblicazioni di qualità in riviste quali L’Eternauta (1980).

Tra gli autori si distinse Andrea Pazienza. La sua opera “Le straordinarie avventure di Pentothal” non è più evasione, avventura, né si rivolge ai bambini e non ha protagonisti supereroi. I suoi racconti mettono in mostra degli avvenimenti che accadono nella vita reale, qualcosa che avviene nel presente con un lessico narrativo che passa da momenti aulici a frasi puramente dialettali. Anche la struttura del disegno ha diverse contaminazioni stilistiche che rendono le sue opere qualcosa di puramente innovativo per quegli anni.

Nel nuovo millennio la Graphic Novel ha assunto man mano un ruolo sempre più importante. Il fumetto grazie a questo genere, ha acquisito più importanza armando tanti autori di matita e fantasia. Un risultato davvero notevole. Tanti prestigiosi autori hanno contribuito ad arricchire gli scaffali delle librerie e fumetterie con opere di grande valore grafico e letterario.

Citandone alcune non posso che nominare: Maus di Art Spiegelman, Blanketts di Graig Thompson, The Killing Joke. Batman di Alan Moore, La terra dei figli di Gipi5000 chilometri al secondo di Manuel Fior, Quaderni Russi e Quaderni Ucraini di Igort.

 

Valerio Pastore

Ps. Se il Fumetto davvero vi appassiona concedetevi del tempo, leggete ed esplorate queste pietre miliari e seguiteci perché abbiamo davvero tante altre storie da raccontare, magari proprio le vostre! 😉